25 novembre 2025 "Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne"
La Direzione Didattica San Domenico Savio ha rinnovato anche quest'anno il suo impegno in occasione della Giornata Internazionale per l'Eliminazione della Violenza contro le Donne, che ricorre il 25 novembre di ciascun anno.
Attraverso percorsi didattici e laboratoriali calibrati sull'età dei vari alunni, i nostri alunni sono stati guidati ancora una volta nell'esplorazione dei temi fondamentali della convivenza civile attraverso percorsi e laboratori didattici incentrati sul rispetto reciproco, sulla gentilezza, l’ascolto e la gestione positiva delle emozioni.
La scuola è il punto di partenza per formare le generazioni che costruiranno un futuro equo, sereno e libero dalla violenza.
MESSAGGIO DEL MINISTRO GIUSEPPE VALDITARA
Care Studentesse, cari Studenti, Dirigenti, Docenti, Personale Scolastico, a tutti voi intendo manifestare la mia vicinanza in una ricorrenza come quella odierna, dedicata al contrasto alla violenza sulle donne. Un impegno collettivo, prezioso e paziente, che deve vedere tutti noi uniti in uno slancio appassionato per coltivare la sempre più profonda consapevolezza nello sviluppare la cultura del rispetto. Un cammino che ora è sancito dalla centralità assegnata all'educazione al rispetto e alle relazioni nelle nuove Linee guida per l'insegnamento dell'educazione civica. Si tratta di percorsi educativi che devono essere sviluppati in ogni scuola e che necessitano di una formazione specifica appositamente finanziata dal Ministero. Il 25 novembre è qualcosa di più di una ricorrenza da celebrare. È il giorno simbolico per ricordarci che stiamo adempiendo ad un dovere. La violenza va ripudiata sempre e comunque in ogni sua forma. Dobbiamo imparare a riconoscere fin dalle prime avvisaglie la pericolosità di atteggiamenti che negano la dignità, l'autonomia e l'irripetibile unicità di ogni persona. Dobbiamo sapere ascoltare le testimonianze coraggiose di chi ha saputo liberarsi dalla spirale di relazioni predatorie. La scuola può fare tanto: proprio dalle aule deve partire un'autentica rivoluzione culturale che insegni il rispetto verso ogni persona, che favorisca la costruzione di identità personali che riconoscano i confini dell'io di ogni giovane, che sappiano accettare i "no", che educhino all'empatia e all'accettazione del consenso come presupposto di ogni relazione. Questi sono solo alcuni tratti della straordinaria rivoluzione culturale di cui ciascuno deve sentirsi protagonista. La scuola è impegnata in un'attività pedagogica, per coinvolgere tutte le sue componenti in percorsi didattici finalizzati allo sradicamento della violenza e allo sviluppo di un'affettività sana e consapevole, per avere donne e uomini liberi, capaci di relazionarsi nel rispetto reciproco. Alcuni dati a disposizione ci confortano: un monitoraggio recente ha certificato che circa il 70% delle esperienze educative avviate in attuazione delle nuove Linee guida per l'insegnamento dell' educazione civica sul tema della violenza ha fatto emergere concreti progressi nel comportamento e nelle relazioni tra i giovani. In questo percorso non è solo l'educazione civica a svolgere una funzione essenziale. Lo sviluppo della cultura del rispetto, l'educazione alle relazioni e all'empatia giocano un ruolo centrale nelle nuove Indicazioni nazionali, in conformità con il carattere costituzionale di una scuola incentrata sulla valorizzazione della persona. Allo stesso modo, è funzione primaria della scuola ostacolare ogni discriminazione, dando concretezza all'articolo 3 della Costituzione, dove i Costituenti vollero inserire con straordinaria lungimiranza il richiamo alla pari dignità di tutti i cittadini. Innanzitutto, senza distinzione di sesso, oltre che di razza, lingua, religione, opinioni politiche, condizioni personali e sociali. Va pure ricordato che la pari dignità della donna viene richiamata dall'articolo 37 della Costituzione, dove si proclama il suo diritto all'eguaglianza come lavoratrice e il diritto a svolgere le sue funzioni di madre. La scuola è chiamata ad un'autentica battaglia di "civiltà" che esige la "presenza" costante e vigile di ciascuno di noi. Conoscere, approfondire, sperimentare, non avere timore di fare e di farsi domande, di condividere fragilità e speranze: è così che potremo avere un futuro fatto di legami forti, di consapevolezza del valore inestimabile che ognuno di noi rappresenta per sé e per gli altri.